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Disabili

L'ambiente acquatico è molto stimolante anche per i portatori di handicap che possono svolgere attività motoria in piscina seguiti da un istruttore di nuoto.

Che differenze ci sono tra la terapia acquatica e l'esercizio acquatico?

L'esercizio acquatico che viene proposto nelle lezioni per disabili ha come obiettivo il condizionamento generale di persone che hanno una mobilità limitata: si punta al mantenimento o miglioramento di quelle che sono le abilità residue del disabile e non al recupero delle sue disfunzionalità. Non si cerca di conquistare aspetti funzionali specifici ma di conservare ed affinare le condizioni generali. Per accedere all'attività natatoria non è necessaria la prescrizione medica e il personale che segue il disabile in acqua è un operatore sportivo e non un terapista della riabilitazione.

Perché il disabile è attratto dallo sport?

Come ogni altra persona il disabile ha una forte motivazione al gioco e alla competizione: l'attività ludica attrae chiunque e la possibilità di dimostrare le proprie capacità confrontandosi con gli altri compensa quegli aspetti emotivi su cui il disabile si sente in mancanza e gratifica il proprio bisogno di autoaffermazione. L'attività fisica in acqua può essere vista come un modo per emulare i grandi campioni e indurre il disabile ad assumere condotte coraggiose (come tuffarsi, fare le apnee...) o può servire come valvola di sfogo per l'aggressività. L'attività di gruppo facilita inoltre la socializzazione e permette al disabile di sentirsi uguale agli altri. L'esercizio fisico può anche costituire una valida alternativa alla fisioterapia e dal punto di vista motivazionale aiuta ad avere uno scopo da perseguire e da l'idea di poter essere vincenti.

Quali sono gli effetti dell'immersione in acqua sul corpo umano?

L'esercizio acquatico è una attività che offre molti vantaggi. il primo in assoluto è la riduzione apparente del peso corporeo: con l'aumentare dell'altezza dell'acqua si ha una proporzionale riduzione della forza peso per opposizione della spinta idrostatica (in immersione totale il peso apparente è circa il 3% del peso reale). Questo permette anche alle persone sovrappeso di poter svolgere attività fisica senza gravare sulle articolazioni. L'attività in acqua predispone a nuovi schemi di coordinazione in quanto il mezzo acquatico rallenta i movimenti che risultano più rallentati rispetto alla terraferma. L'acqua riduce la velocità di caduta e questo comporta una differente reazione di equilibrio e rende l'ambiente meno traumatico. Infine la percezione del corpo migliora in quanto l'acqua sollecita in maniera diversa la sensibilità mioarticolare.

Quali sono gli effetti del lavoro in acqua?

L'effetto miorilassante dell'acqua induce un aumento dell'escursione articolare. Inoltre l'immersione in acqua riduce la percezione del dolore, la spasticità e modula il tono muscolare. Con il lavoro prolungato nel tempo si ottiene un graduale potenziamento muscolare. I miglioramenti indotti sono sia sulla deambulazione che sulla coordinazione motoria e respiratoria; anche la circolazione periferica e il trofismo cutaneo traggono vantaggio dalla pressione e dal massaggio esercitato dall'acqua su tutto il corpo. E l'attività svolta regolarmente migliora l'autosufficienza del disabile sia in piscina che nell'ambiente esterno e lo motiva e lo incoraggia alla terapia.

Quale è il rapporto numerico tra istruttori e allievi disabili?

Il rapporto numerico tra istruttori e utenti disabili dipende dalle condizioni psicofisiche del disabile. Nella maggioranza dei casi il rapporto è individuale, ovvero un istruttore per ogni utente. Nel caso di disabili che abbiano già un buon rapporto con l'acqua l'istruttore può seguire il disabile affiancando un gruppo nel quale si inserirà successivamente. I disabili che hanno già buone capacità natatorie e non presentano problematiche sociali possono essere tranquillamente inseriti in un gruppo: questo facilita l'integrazione nel gruppo e l'emulazione degli altri. Nel caso di lezioni con più disabili potrebbe esserci la presenza di più istruttori che coordinano la seduta con un unico gruppo. Infine nelle lezioni di acquaticità neonatale il bambino disabile entra in acqua accompagnato dal genitore mentre l'istruttore coordina la lezione.

Quali attrezzature sono necessarie per poter svolgere attività acquatica?

La piscina comunale di Codigoro è strutturata tutto sul medesimo piano: dall'entrata al bordo vasca non ci sono ostacoli da superare. Inoltre l'impianto è attrezzato con spogliatoi per disabili nei quali è possibile fare la doccia in sicurezza. Anche il presidio lavapiedi all'entrata del piano vasca è predisposto per l'accesso con carrozzina mentre per l'entrata e l'uscita dalla vasca l'impianto dispone di un sollevatore per piscina, che permette a tutti di poter accedere alla vasca in totale sicurezza. Il materiale didattico è a disposizione degli utenti e quindi al disabile non resta che portare l'abbigliamento personale (costume, cuffia, accappatoio).

Le lezioni per disabili vengono svolte su appuntamento in orari variabili a seconda delle esigenze del disabile e alla disponibilità degli spazi acqua in piscina. Per fissare la prima lezione basta contattare la segreteria della Piscina Comunale di Codigoro.

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