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Non solo “senatori”: il giovane Nicola Biga racconta la sua esperienza

Nicola Biga

Continua il nostro percorso in vista dell’inizio del campionato di Adria Nuoto. La squadra adriese da sempre ha cercato di unire l’esperienza dei suoi giocatori più “anziani” all’intraprendenza e all’energia del suo vivaio.

A questo proposito, abbiamo raccolto le impressioni e l’esperienza di uno degli atleti più giovani della prima squadra, Nicola Biga, centro boa della squadra under 17 e, appunto della prima squadra.

Ciao Nicola. Classe 2000, ancora non hai 16 anni, alla tua seconda stagione in prima squadra: come ti senti? Sei teso? Agitato?

E’ vero. Per me questa è la seconda stagione in prima squadra. A dire il vero, sarebbero due e mezza, dato che sono stato convocato dal mister anche nel finale di due stagioni fa. Infatti al mio esordio la squadra era ancora in serie C e per me è stato un vero onore far parte di quel gruppo. Ad ogni modo, sia in serie C che in serie D, la tensione è la stessa ed è dovuta al doversi misurare con atleti più grandi di me di più di 10 anni. Io cerco sempre di dare il massimo, consapevole di questo mio “limite” anagrafico.

In questi due anni si è visto infatti come ti sei calato bene nella parte, essendo il tuo un ruolo piuttosto delicato, ovvero il centroboa. Puoi spiegarci perché questa posizione è così importante per il gioco della squadra?

Si, come hai detto, il mio ruolo non è tra i più semplici e tranquilli… A dire il vero nessuno lo è. Il centro boa è un po’ il fulcro dell’azione offensiva. Non è necessariamente il finalizzatore dell’azione, può anche creare spazi per gli inserimenti dei compagni. Sicuramente è un ruolo molto fisico e dispendioso, ma sono contento di riuscire in qualche modo a cavarmela, nonostante la differenza di età.

Immagino che nel corso degli anni tu abbia potuto contare sui consigli dei tuoi compagni di squadra che giocano in quel ruolo. Mi vengono in mente soprattutto Simone Ferro o Cesare Castellani. Cosa hai imparato da loro? E su cosa puoi ancora migliorare?

I consigli dei miei compagni li ritengo molto preziosi. Hanno anni di esperienza e credo che da certe persone non si smetta mai di imparare. Sono stato fortunato ad ambientarmi subito all’interno del gruppo. Credo inoltre che io possa e debba migliorare ancora su tutto, ma con un gruppo così unito e un’ambiente comunque giovane, tutto questo diventa più facile. Per questo non vedo l’ora di iniziare questo campionato per crescere ulteriormente come atleta.

A livello di approccio e di atteggiamento, come ti poni tu personalmente? E qual è la differenza tra under 17 e prima squadra?

L’atteggiamento in gara è lo stesso: ogni partita la si gioca per i tre punti. Se devo proprio trovare una differenza è che in under 17 sono più abituato ad aiutare i miei compagni e anche a dirigerli all’occorrenza. Mentre in prima squadra sono consapevole che devo essere ben disposto ad ascoltare i consigli dei più grandi per migliorarmi, già dalla prima gara contro Novafeltria il 13 Febbraio.

Benissimo. Ringraziamo Nicola per la disponibilità, augurandogli una grande stagione sia in under 17 e in prima squadra. (@cececaste)

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