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Manca poco all’esordio della Promozione: parola al capitano Vecchiattini

In ogni sport di squadra c’è quel giocatore che funge da leader, una specie di intermediario tra l’allenatore e la squadra: il capitano. Adria Nuoto, ormai prossima al debutto in campionato, ha il suo capitano: David Vecchiattini.

David sei alla tua seconda stagione in veste di capitano della squadra, sebbene la tua esperienza in questa società sia ben più duratura. Senti il peso di questa carica?

Si anche quest’anno mi tocca (scherzando). E’ un ruolo importante perché si tratta di guidare la squadra dentro e fuori dal campo. Ciononostante non mi crea particolari ansie o tensioni. Resto comunque un giocatore come i miei compagni e ognuno di noi deve fare il proprio lavoro.

Sacrosanto. Ognuno è importante, nessuno indispensabile. Ma in poche parole, secondo te cosa deve avere un buon capitano?

Per come la vedo io, un buon capitano deve essere una persona che funga da collante tra la squadra e l’allenatore, e questo non sempre è facile. Inoltre deve avere metodo di giudizio, non credere di avere sempre ragione… Infine ci vuole una buona dose di pazienza, rispetto ai compagni più vecchi ma anche ai ragazzi più giovani che inevitabilmente devono entrare nei meccanismi della squadra.

Rispetto a quella squadra che riuscì a ottenere la promozione in serie C siete rimasti in pochi: credi sia il momento giusto per tornare a quei livelli?

In effetti è vero. Di quella squadra siamo rimasti, oltre a me, Castellani, Tugnolo, Baldetti, che è rientrato da poco e Ferro. Io credo che le possibilità per tornare lassù ci siano, a patto che si giochi da vera squadra. Perché la squadra deve andare tutta in un’unica direzione, non c’è spazio per i solisti. La squadra potenzialmente è forte e può dare tanto, ma, mi ripeto, serve un bel gioco di squadra.

Quindi, tornando al binomio senior-giovani: cosa possono dare i più vecchi alle nuove leve e cosa loro possono dare ai senatori?

Noi più vecchi possiamo e dobbiamo metterci a disposizione dei ragazzi più giovani. Abbiamo dalla nostra parte l’esperienza adatta per trasmettere le tempistiche di gioco e gli schemi di attacco e di difesa. I ragazzi invece, grazie alla loro energia, possono far rifiatare la squadra nei momenti di difficoltà e a dare il loro contributo a portare la squadra alla vetta. Abbiamo già diversi esempi di ragazzi molto giovani che cominciano a essere delle piacevoli realtà all’interno del nostro gruppo, come Biga, Carlin, Battaggia, Giolo. Le potenzialità per far bene ci sono tutte, poi sta a noi concretizzare tutto il nostro potenziale.

Un quadro molto interessante quello proposto dal capitano di Adria Nuoto, al quale auguriamo una super stagione ricca di soddisfazioni. (@cececaste)

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